Materiali proposti e commentati da Andrea Cazzolato, Nereo Marulli,  Gaetano Mainenti, Martina Maitan ...

 

File audio del seminario del 2 dicembre 2008

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Nereo Marulli

Peter Bruegel nell'atelier

2005

Disegno cieco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Nereo Marulli

Head della mail utilizzata per inviare i materiali per il seminario sulla cecità.

 

 

 

 

Fabio Guin

Silence is in the void. Silence isn't void.

Un velo.

Tecnicamente quello che si vedeva sul blog collettivo di db e sul mio blog personale, era nient'altro che un velo, sotto il quale, contenuti e funzionalità erano ancora presenti ed immutati. Il mio tentativo è stato quello di manifestare il visibile tramite l'invisibilità: una sorta di Christo virtuale.

All'origine, la prima cosa da fare era creare aspettativa e, dare un segnale inequivocabile che qualcosa stava per accadere. Quindi, ecco l'utilizzo di un conto alla rovescia e, la divulgazione indiretta dell'operazione tramite l'uso di frasi allusive o comunque interpretabili. L'importante in quel momento era non rivelare nulla di preciso.

Nella genesi, allo scadere del timer, i due blog subivano una specie di "defacement" controllato trasformandosi l'uno in una pagina bianca, e l'altro in una pagina nera, entrambe apparentemente vuote. In realtà, dopo aver abituato la vista a quel "vuoto", tono su tono, si potevano notare le frasi contraddittorie e vagamente simili che danno il titolo al progetto; l'una link dell'altra.

La cosa che mi divertiva era immaginare la faccia di chi aveva visto il counter e perciò si aspettava qualcosachissàcosa; ma ancora di più mi divertiva pensare a quanti non avevano visto il counter e/o non ne sapevano nulla e, abituati a trovarsi i post soliti, magari ancora quelli di settimane prima, si ritrovano invece, una pagina bianca. E poi forse, una nera che portava al punto di partenza.


P.S. sulle due frasi "Silence is in the void." e " Silence isn't void.": è un gioco di parole che per assonanza è estremamente simile. Ciò nonostante, se immagino il vuoto, penso ad una grande "O", se immagino il silenzio, immagino un punto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo: L'occhio e lo spirito

Autore: Merleau-Ponty Maurice

Editore: SE


"...

Essenza ed esistenza, immaginario e reale, visibile ed invisibile: la pittura confonde tutte le nostre categorie, dispiegando il suo universo onirico di essenze carnali, di rassomiglianze efficaci, di significazioni mute.


III


Come tutto sarebbe più limpido nella nostra filosofia se potessimo esorcizzare questi spettri, farne delle illusioni o delle percezioni senza oggetto, ai margini di un mondo senza equivoci!

La Dioptrique di Cartesio è un tentativo in questo senso.

E' il breviario di un pensiero che non vuole più abitare il visibile e decide di ricostruirlo secondo il modello che se ne crea. Vale la pena di ricordare cosa fu questo tentativo, e questo fallimento.

Nessuna preoccupazione, dunque, di aderire alla visione.

Si tratta di sapere "come accade", ma solo quanto basta per inventare, in caso di bisogno, degli "organi artificiali" che la correggano.

...

Da questo punto di vista, la cosa migliore è pensare la luce come un' azione per contatto, simile a quella delle cose sul bastone del cieco. I ciechi, dice Cartesio, "vedono con le mani". Il modello cartesiano della visione è il tatto.

Cartesio si sbarazza subito dell' azione a distanza e di quell' ubiquità in cui consiste tutto l'enigma della visione (e insieme tutto il suo potere). A che serve ora fantasticare sui riflessi, sugli specchi? Questi duplicati irreali sono una varietà di oggetti, sono effetti reali come il rimbalzare di una

palla. Se il riflesso assomiglia alla cosa stessa, è perche agisce sugli occhi più o meno come farebbe una cosa. Inganna l'occhio, genera una percezione senza oggetto,che non intacca la nostra idea del mondo. Nel mondo, c'è la cosa stessa, e fuori di essa c'è quest'altra cosa che è il raggio riflesso, e che si trova ad avere con la prima una corrispondenza puntuale: due individui, dunque, uniti esteriormente da un legame di causalità. La rassomiglanza fra la cosa e la sua immagine speculare è

solo una denominazione che appartiene al pensiero. L'ambiguo rapporto di rassomiglianza è, nelle cose, un chiaro rapporto di proiezione...."

 

 

 

 

{morfeo 3}

... con le fotocopie è chiaro che il mio ruolo davanti alla macchina declina l' atto del vedere, è lei che vede per me al posto mio, vede quello che io sono davanti a lei cioè le immagini che scelgo e manipolo con i gesti o sovrapposizioni. poi restituisce una visione da guardare, quindi è un guardare senza vedere.

Andrea Cazzolato

 

 

 

 

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Dancer in the Dark

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Titolo originale: Dancer in the Dark

Paese: Danimarca/Germania/Olanda/USA, Regno Unito, Francia, Svezia, Finlandia, Islanda, Norvegia

Anno: 2000

Durata: 140'

Colore: colore

Audio: sonoro

Genere: musical/drammatico

Regia: Lars von Trier

Soggetto: Lars von Trier

Sceneggiatura: Lars von Trier


Interpreti e personaggi

# Björk: Selma Jezkova

# Catherine Deneuve: Kathy

# David Morse: Bill Houston

# Peter Stormare: Jeff

# Joel Grey: Oldrich Novy

Trama

Selma è una giovane immigrata che dalla Cecoslovacchia è arrivata negli Stati Uniti, insieme al figlio Gene. Selma, però, è affetta da una grave malattia agli occhi che la sta rendendo, a poco a poco, completamente cieca, impedendole di lavorare e di dedicarsi alla sua grande passione, i musical hollywoodiani. Proprio la musica ed il ballo, infatti, sono per Selma l'unica via di fuga dalla realtà, dei sogni isolati all'interno dell'incubo della sua vita.


La ragazza continua a lavorare duramente, accumulando straordinari su straordinari, per pagare l'operazione che potrà salvare il figlio, affetto dalla sua stessa malattia, dalla cecità, ma l'uomo che ospita la sua roulotte nel suo giardino, un amico poliziotto di cui si fida, approfitterà della sua menomazione per ingannarla e rubarle tutti i risparmi. Da questo momento per Selma tutto diventerà sempre più difficile.

 

 

 

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La foresta dei pugnali volanti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Paese: Cina

Anno: 2004

Durata: 119'

Colore: colore

Audio: sonoro

Genere: arti marziali

Regia: Zhang Yimou

Soggetto: Zhang Yimou

Sceneggiatura: Li Feng, Wang Bin, Zhang Yimou

Interpreti e personaggi


* Takeshi Kaneshiro: Jin (金捕頭)

* Zhang Ziyi: Mei (小妹)

* Andy Lau: Leo (劉捕頭)

* Dandan Song: Yee


La foresta dei pugnali volanti (Shi mian mai fu o, nel titolo internazionale inglese House of Flying Daggers) è un film d'avventura e romantico del 2004 diretto dal regista cinese Zhang Yimou.

Trama

Durante la dinastia Tang, in Cina, si forma un'organizzazione di ribelli, conosciuta come i Pugnali Volanti ("Feidaomen", 飛刀門), composta da rivoluzionari ed assassini. Si sospetta che Mei, la danzatrice cieca da poco giunta in una casa di piacere, possa essere la figlia scomparsa del capo della setta. L'ufficiale Jin viene incaricato dal suo superiore, Leo, di farsi amico Mei e di scoprire così l'identità dei rivoluzionari. Ma la setta segreta ha in serbo molte sorprese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antonio Corradini


Sara


(XVIII secolo), Udine

"Altare delle Anime"

Chiesa di San Giacomo Apostolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sebastiano Ceccarini

(Fano, 1703-1783)


Allegoria dei cinque sensi


Olio su tela

cm. 174 x 123

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Theodor Rombouts


L’allegoria dei cinque sensi


(XVII sec.)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesco del Cossa

Annunciazione

c. 1470

Tempera su tavola

137 × 113 cm

 

Daniel Arasse

Non si vede niente

Descrizioni

Artemide edizioni, Roma, 2005

(Lo sguardo della lumaca)

http://intranslation.brooklynrail.org/articles/0408_Arasse.html