Ogni lunedì pomeriggio in aula 21, a partire dalle 14:30, si affronta un possibile centro di indagine attraverso un metodo “negativo”. Questo significa che, anziché definire qualcosa attraverso la sua dichiarazione, si cercherà di individuare il suo senso attraverso la posizione dell’oggetto indagato in relazione agli altri oggetti che lo qualificano. L'indagine contestuale della pratica, simile a quella utilizzata nell'analisi del colore, evidenzia come oggetto di studio la relazione tra gli elementi più che la definizione del singolo evento.
Avverrà che, a partire da un classico principio di alterità per opposti (es: il bene non è male), si dovrà procedere ad un lavoro che indaghi la presenza del significato del termine scelto nei vari contesti nei quali se ne riscontra la presenza. Il processo salterà quindi la dicotomia oppositiva, che ha un’esclusiva valenza letteraria, per concentrarsi concretamente sul reale processo che interessa la questione nella realtà che stiamo vivendo. Il “bene” non sarà quindi semplicemente indagato attraverso la definizione del “male” come unica condizione per poterlo percepire, ma sarà disegnato in relazione ad un particolare contesto che partecipa alla sua qualità e , quindi, qualifica.
A questo scopo i materiali da proporre avranno, appunto, questo carattere: saranno il contesto entro il quale identificare la qualità della questione posta dal concetto scelto. I materiali dovranno, a questo scopo, avere i caratteri più svariati: parole, foto, video, gesti, azioni, libri, situazioni, etc.
Regole
- Ogni studente può partecipare collaborando nella scelta degli argomenti o proponendo materiali o azioni nel corso dei seminari.
- Ogni settimana vengono proposti uno o più termini che definiscono il concetto da affrontare il lunedì successivo.
- Non esistono limitazioni sul tipo di materiali da proporre (si può compiere un gesto o portare un video, leggere un passo di un libro o appendere un disegno, etc.).
- E' vietata, se non motivata correttamente, qualsiasi deriva di senso.