Materiali proposti e commentati da Marcella Basso, Matteo Battistuzzi, Giulia Buono, Andrea Cazzolato, Raffaello De Pol, Anna Fietta, Micaela Leonardi, Gaetano Mainenti, Martina Maitan, Nereo Marulli, Erica Pasinato, Francesca Piovesan...
File audio del seminario del 20 aprile 2009
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Waking Life
Waking Life - Risvegliare la vita è un film d'animazione in rotoscope del 2001, diretto da Richard Linklater. L'intero film è stato girato usando video digitale su cui successivamente una squadra di artisti - tramite computer - ha disegnato linee stilizzate e colori per ogni fotogramma. Questa tecnica (chiamata Rotoshop) è simile in certi aspetti allo stile di rotoscope del regista settantino Ralph Bakshi, stile inventato a sua volta negli anni venti.
Ho trascorso gli ultimi giorni ad assimilare il più possibile ogni tipo di informazione a proposito del sogno lucido, cercando di immergermi, senza invischiarmi, nel miscuglio di svariate credenze e informazioni scientifiche.Ciò che ne risulta, per ora, è che ho passato più tempo pensando al dormire e a ciò che avevo letto sui sogni, invece di vivere tranquillamente e spensieratamente il mio fine settimana; ne consegue che non ho sognato, o meglio, non ricordo neanche mezzo sogno.Cerebralmente sono una sorta di elefante che cerca di camminare sulle uova senza romperle.
In ogni caso, dopo essermi persa nei meandri della mente, ho cercato di tornare all'origine della mia proposta,ciò che ha scatenato in me il già latente interesse verso i sogni: Waking_Life
Ho pensato molto con quale parte del film cominciare e a livello introduttivo mi piaceva molto La storia dopo la storia (che, tra l'altro, mi ha ricordato un bellissimo racconto di Asimov, L'ultima domanda ).
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Per entrare poi meglio nel tema mi sembrava ottima la parte I sogni sono reali finchè durano dove spiega brevemente ma efficacemente l'onironautica o Sogno Lucido secondo la visione più scientifica e psicologica.
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A tal proposito ho cercato diverse forme di induzione al sogno lucido, come tecniche di rilassamento che immancabilmente mi hanno portato alle culture esoteriche e di meditazione come lo Yoga del Sogno (Samael Aun Weor) (che però come personaggio non ho approfondito molto).
Parlando di esoterismi, ricordo che vedendo questa parte"Non voglio essere una formica" ho "intuito" un paio di collegamenti con Castaneda e l'arte di sognare (o in-sognare) che ho cominciato a leggere da poco.
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Concludo (per non dilungarmi,ora che la sento su skype,ma mandandole lo stesso altri link "sparpagliati") con un altra parte del film che io trovo estremamente intensa La vita sogno non è
ecco gli altri link:
Sogni di Akira Kurosawa
Il sogno di un uomo ridicolo di Dostoevskij (scrittore che io a dir poco adoro)
La Gestalt (che non ho approfondito ma mi pareva molto interessante)
e poi c'è tanto altro come i surrealisti per esempio..ma è un pò tardi.
Consiglio per comprendere meglio:
Se vi pare che questo mondo sia brutto
Philip Kindred DickTraduzione: Gianni Pannofino
Collana: Universale Economica
Pagine: 192
Prezzo: Euro 7,23
L'arte del sogno
Titolo originale La science des rêves. Commedia, durata 105 min. - Francia, Italia 2006. - Mikado
Raffaello De Pol, Anna Fietta, Martina Maitan e Erica Pasinato
Tratto distintivo dei lavori di Gondry è l’atmosfera onirica, sognante, quasi infantile, presente in tutti i video, che associata a una potenza notevole delle immagini (spesso senza l’uso della computer-grafica) e a intrecci e idee difficili da concepire lo rendono assolutamente un regista unico, di certo quello che più di tutti ha rivoluzionato il concetto di videoclip, che dopo Gondry può finalmente essere definito una nuova forma d’arte.
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Sono partito da un’idea che ho avuto diversi anni fa e che ho utilizzato per un video dei Foo Fighters, in cui due giovani condividevano i loro sogni. Ho sfruttato questa idea per una storia sul modo in cui i sogni influenzano una relazione tra due persone, e su come la relazione a sua volta influenzi i loro sogni.
(a Milano dall'8 al 19 Gennaio 2007)
Abituato a sperimentare in ambiti creativi molteplici, regista di lungometraggi e pluripremiati video musicali, Michel Gondry ha tradotto le atmosfere immaginarie e poetiche del film nel linguaggio delle arti visive realizzando per la Galleria Jeffrey Deitch di New York L’arte del sogno, una mostra di scultura e patologici regalini raccapriccianti.
In questa mostra i set del film L’Arte del Sogno sono stati trasformati in installazioni ambientali e sculture. Così, attraverso il percorso espositivo, il visitatore si immerge nell’esperienza scultorea tridimensionale del film.
difficile dire se il mondo in cui viviamo sia una realtà o un sogno
(Kim Ki-duk Ferro 3)
Sogno o son desto?
Raffaello De Pol
non è colpa mia..stavo cercando Fibonacci in realtà.. ma ho trovato per caso che in giapponese esiste una parola che non abbiamo in italiano: masayume, che indica il "sogno che diventa realtà".
Giulia Buono
"Poco Dormire, molto sognare" - è la formula concisa di questa compressione delle visioni oniriche. È noto: in un intervallo che è brevissimo secondo la misura esterna, il tempo del sogno può durare ore, mesi, perfino anni e in certi casi particolari, secoli e millenni. In questo caso nessuno dubita che il dormiente, isolato dal mondo visibile esterno e passando con la coscienza in un altro sistema, acquista anche una nuova misura del tempo in forza del quale il suo tempo, rispetto al tempo del sistema da lui abbandonato, trascorre con incredibile velocità. Ma se tutti sono d'accordo, anche senza conoscere il principio di relatività, che nei singoli sistemi, come nel caso osservato, il tempo trascorre secondo una sua velocità e una sua misura, non tutti, però, e nemmeno molti, hanno meditato sulla possibilità che il tempo trascorra a una velocità infinita e perfino rovesciandosi su se stesso, e che, col passaggio alla velocità infinita, il suo corso prenda il senso inverso. Ma intanto il tempo davvero può essere istantaneo e fluire dal futuro al passato, dagli effetti alle cause, teleologicamente, e ciò avviene appunto quando la nostra vita passa dal visibile all'invisibile, dal reale all'immaginario. Il primo passo in questa direzione, verso questa scoperta, fu fatto dal barone Karl Duprel quando era ancora un giovanotto, e il passo fu l'essenziale fra tutti quelli che sarebbero seguiti. Ma l'incomprensione che egli incontrò lo rese timido di fronte all'ulteriore e ancor più essenziale scopreta che senza dubbio lo attendeva su quella strada - il tempo capovolto.
“Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte.”
E. A. Poe
Allora, partendo da questa frase a me sarebbe venuto in mente il “sogno ad occhi aperti”, la speranza che spinge al cambiamento, il desiderio di realizzare, in ogni modo e attraverso ogni mezzo, ciò che, appunto, si sogna e creare, con il sogno e grazie al sogno, una nuova realtà nella quale rifugiarsi. Quindi, rispetto a questo: Redon, Rockwell, M. L. King.
Redon (pre-simbolista francese 1840-1916).
La sua situazione familiare difficile lo portò a crescere come un “essere vacillante e contemplativo, interamente avviluppato nei propri sogni”, gli stessi nei quali si rifugiava di fronte alle sue difficoltà ad inserirsi tanto nell’ambiente familiare prima, quanto in quello scolastico poi.

Odilon Redon
Il sogno
1904
Allo stesso modo Rockwell (illustratore americano 1894-1978), non potendo vivere la realtà che sognava, le diede vita attraverso le sue opere, generando un’ America luogo di sogni infantili, benessere e felicità.
Rockwell creava la propria storia animato dal sogno del nido domestico e della campagna.
A differenza di Redon però, dove le immagini si configuravano per la loro indeterminatezza, qui l’illustratore americano fa il possibile per rendere reale, attraverso la sua tecnica ed i suoi eccessivi realismo ed attenzione per i dettagli, il suo ben fatto, sdolcinato e rurale Paese.
Il mondo bello, educato e sano da lui generato non ha tuttavia nulla a che fare con quello in cui poi si ritrovava immerso.
Ho scelto le seguenti opere perché tra tutte mi sono sembrate quelle che meglio rendono lo stridere delle due realtà vissute da Rockwell: la propria, fatta di problemi coniugali, finanziari, familiari,…(lo smarrimento personale dell’autore non emerse mai dalle sue opere, le sue immagini innocenti e serene non furono mai intaccate dalla sua situazione privata) e quella dei suoi sogni, il rifugio da lui stesso creato, un mondo idilliaco dove gli unici problemi che colpiscono le persone sono il tentativo di Babbo Natale di far quadrare il bilancio perché i bambini buoni sono troppi, la mancanza di delinquenti che fa addormentare al sole gli sceriffi (visse per dei periodi in ambienti violenti), fare il bagno dove vige il divieto di bagnarsi,…

Norman Rockwell
“Vietato bagnarsi”, 1921
Post Cover, 4 giugno 1921
Olio su tela, 64×56,5 cm

Norman Rockwell
Il fuggiasco
Copertina del
The Saturday Evening Post
del 20 settembre 1938
“Tempo di s-gommare:sceriffo appisolato”, 1924
Pubblicità per Fisk Tire Company
Olio su tela, 73,5×57 cm
E per ultimo un frammento di “I have a dream”, discorso pronunciato da Martin Luther King (pastore battista afroamericano 1929-1968) al Lincoln Memorial di Washington il 28 agosto 1963.
(…)
E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le difficoltà di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. È un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno, sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e di giustizia.
Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!
Io ho davanti a me un sogno che un giorno, in Alabama, con i suoi malvagi razzisti, con il suo governatore dalle cui labbra provengono parole di veto e soppressione, che un giorno, proprio qui in Alabama, i ragazzini negri e le ragazzine negre sapranno unire le mani con i ragazzini bianchi e le ragazzine bianche come se fossero fratelli e sorelle. Ho davanti a me un sogno, oggi!
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi saranno raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli esseri viventi, insieme, la vedranno. E questa è la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvicino verso il Sud.
(…)
Politico era dunque il sogno di M. L. King il quale, attraverso la comunicazione pubblica di un desiderio voleva suscitare nella massa lo stesso sogno, richiamare alla mobilitazione, risvegliare nel pubblico la volontà di modificare la realtà. Il sogno diventa dunque la condizione perché a partire dal presente (per M. L. King era quello di Rosa Parks, 1955, Ruby Bridges, 1960 e forse, addirittura, ancora degli “strani frutti” di Billie Holiday, 1939-1940) inizi a prendere corpo un domani diverso.
E. di Stefano, Redon, Giunti;
Karal Ann Marling, Rockwell, Taschen;
I have a dream, BUR.
Marcella Basso
Clack-clack
Rumore della porta di casa che si apre girando la chiave nella toppa.
Mi sveglio, è l'alba, sento voci e risate di Muscoi, Andrei Cazzulati e Nerei un po' ubriachi.
Realizzo che ho appena sognato di aprire la porta di casa e di entrare: il rumore della realtà lo avevo utilizzato nel mio sogno.
Vado a ritroso: avevo fatto anche le scale, aperto il portone, percorso la calletta sotto casa e le altre tagliando ortogonalmente come sempre. Un po' più indietro il sogno perde precisione e lucidità: non c'era via Garibaldi come nella realtà, ma un piazzale di ghiaino bianco che era l'ingresso della Biennale, diverso da quello vero, la facciata era uguale alla parte che in realtà è il retro che dà sui giardini. Sotto il sole di agosto passavano carozze con cavalli e uomini in bombetta tipo inizio novecento.
Il mio sogno si è materalizzato, a ritroso e condensato in qualche frazione di secondo, quando i miei coinquilini hanno aperto la porta?
O semplicemente i tempi delle azioni di realtà e sogno coincidevano curiosamente? I ragazzi stavano facendo le scale mentre sognavo di salire le scale, la calle mentre sognavo di percorrerla e via dicendo? Chissà se una parte di Giuliabuono stava vagando con loro invece di staresene nel suo letto a dormire??
Giulia Buono
La smorfiosa e i Surrealisti non hanno capito che, annullando la distinzione fra realtà e sogno, cade la condizione per cui, secondo il duplice sguardo mainentiano, ci è consentito individuare la presenza di un desiderio qualsivoglia che non sarebbe più tale una volta realizzato. La presenza fisica di un sogno, cioè il suo farsi realtà, ne determinerebbe infatti l'assenza in quanto sogno ed eventualmente desiderio. La non presenza fisica del sogno viceversa ne permette la presenza in quanto sogno, quindi non è che sia proprio un'assenza. Se il sogno è desiderio vuol dire che non è esistente nella realtà, ma esiste da un'altra parte (la nostra volontà?) e nei verbi al condizionale.
Giulia Buono
Citazione di Shakespeare (altra cosa scontatissima come la canzone di cenerentola) "Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni" da " The Tempest". Semmai in aula introduco la trama dell'opera e la spiegazione del motivo per la quale viene detta (visto che solitamente le grandi citazioni vengono piazzate lì senza capo nè coda tanto perchè le parole scritte stanno bene insieme).

Ho pensato all'opposto di sogno: INCUBO - dal latino "incubare" - giacere sopra e ai due dipinti di Fussli che lo rappresentano come l'usanza pagana voleva (scimmia demoniaca)
Incubo (mitologia)
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Originariamente, secondo il folklore romano, un incubo (dal latino incubare, ""giacere sopra") era un demone di aspetto maschile che giace sui dormienti, solitamente donne, per trasmettere sogni cattivi e talvolta per avere rapporti sessuali con esse [1].
Veniva anche associato, come nome secondario, a Fauno, insieme ad altri come Fatuus, Fatuclus e Inuus.
Questi demoni erano raffigurati aventi in testa un berretto conico, che talvolta perdevano mentre follegiavano. Colui che trovava uno di questi acquistava il potere di scoprire tesori nascosti[2]. .

Johann Heinrich Füssli
"Der Nachtmahr"
1781

Füssli, Johann Heinrich
Nachtmahr
1802
Freies Deutsches Hochstift, Goethemuseum
Martina Maitan, Raffaello De Pol
Per quanto riguarda gli aspetti fisiologici del sogno, si sono ottenuti risultati interessanti con l'impiego dell'elettroencefalogramma (EEG). Si sa che l’EEG può fornire un tracciato grafico dell'attività elettrica del cervello, le cosiddette "onde cerebrali". Durante il sonno queste onde appaiono grandi, lente e regolari; talvolta vengono però sostituite da onde più rapide e irregolari, caratteristiche dello stato di veglia. Ma è curioso notare che durante queste fasi l'individuo continua a dormire, anzi: dorme ancora più profondamente, ed è più difficile risvegliarlo. Il cervello è più attivo, ma il sonno è più profondo; per questo motivo tale condizione è stata denominala "sonno paradossale". Durante la fase di sonno paradossale si notano anche rapidi movimenti rotatori degli occhi e perciò si parla anche di fase R.E.M, (dall'inglese "Rapid Eye Movements"). Un soggetto risvegliato mentre il suo EEG sta registrando un periodo di sonno paradossale, riferisce solitamente che stava sognando. Questa e altre osservazioni ci dimostrano che c'è uno stretto rapporto tra sonno paradossale (o fase R.E.M.) e sogni. Altri esperimenti hanno dimostrato che se si persevera per diverse notti nello svegliare un individuo durante il sonno paradossale, tale individuo diventerà sempre più affaticato e irritabile, cominciando in breve a manifestare alcuni disturbi psichici. Da ciò si è dedotto che il sonno paradossale è il momento fondamentale per il vero riposo psichico. Sognare, dunque, fa bene alla salute mentale.
Anna Fietta

Il cratere di Euphronios (515 a.C. Circa): Ipno e suo fratello Tanato si portano via il cadavere di Sarpodonte, sotto direzione di Ermes. Ipno e Tanato erano fratelli gemelli, figli della Notte. Secondo l'Iliade Ipno era il dio del sonno, Tanato, un po' più brutto, con le budella d'acciaio, antipatico ad uomini e dei, era il Dio della morte. Ipno, più benevolo e benvisto, generò i seguenti figli come ci insegna Wikipedia: " ....Ovidio, che nelle sue Metamorfosi diede un nome ai tre figli di Ipno, il sonno: Morfeo, Phobeter (Fobetore) e Phantaso (Fantaso). (...)Morfeo, nelle sue apparizioni notturne, prendeva le forme delle persone o delle cose sognate. Egli quando inviava sogni popolati da forme umane portava sempre con sé un mazzo di papaveri con cui, sfiorando le palpebre dei dormienti, donava loro realistiche illusioni. Gli altri due quelli con animali (Fobetore) e paesaggi, case, oggetti inanimati (Fantaso). Spesso era rappresentato nell'atto di abbracciare il padre, Sonno, circondati dagli spiriti dell'immaginazione.".

“Sogno causato dal volo di un’ape attorno a una melagrana, un attimo prima del risveglio, è questo il titolo completo di una delle più affascinanti ed enigmatiche opere di Dalì.L’artista stava dormendo, quando un’ape lo punse improvvisamente provocando in lui, un istante prima del risveglio, una folla di immagini curiose, se non addirittura bislacche, che Dalì, con l’automatismo tipico dei Surrealisti, cerca poi di fissare sulla tela."
Giulia Buono
Nell’antichità, i malati andavano al tempio con la speranza di sognare una dea che li facesse guarire. I sogni erano considerati alla stregua delle profezie. Freud affidò loro la missione di rivelare i nostri residui psichici, i desideri frustrati, le pulsioni amorali, attribuendo sistematicamente un significato simbolico a questa o quella immagine. Secondo Jung non si trattava di spiegare gli eventi onirici ma di continuare a viverli tramite l’analisi durante la veglia, per vedere dove ci portavano, quale messaggio ci stavano dando. Eppure tutti questi metodi interpretativi si basano sulla convinzione che il sogno sia qualcosa che dobbiamo fare intervenire nel mondo razionale. Sono simboli, non realtà. Sovente chi viene a consultarci dice:”Ho fatto un sogno”, e mai “Sono andato in un sogno”
La definizione generale del sogno lucido è che questo sia quel sogno in cui il sognatore è consapevole di star sognando, divenendo in questo modo capace di controllarne gli eventi.
Mentre un sogno lucido sta avendo luogo colui che sogna può determinarne gli sviluppi in termini di scenario, personaggi, oggetti, attività e avvenimenti. La misura in cui sarà in grado di fare questo varia sia tra gli individui, sia tra le diverse esperienze di uno stesso "sognatore lucido". "Piena lucidità", sostiene LaBerge, il più noto studioso del settore, "significa sapere: ogni parte di questo sogno è nella mia mente e io ne ho la piena responsabilità. Se non voli perché pensi di non riuscirci non sei completamente lucido"
Hooper, J., Teresi, D. The 3-pound universe. MacMillan, New York, 1986.
Trad. it: L’universo della mente. Edizioni CDE spa, Milano, 1987.
Francesca Piovesan
Il Tempo del Sogno
è il tempo in cui gli Antenati Creatori, noti anche come Spiriti Antenati, o più semplicemente Antenati, vennero sulla terra per creare.
Gli Antenati erano esseri di grande potere, in virtù dei quali potevano creare o distruggere, trasformarsi in qualunque cosa desiderassero, modificare le forme del territorio e curare. Seguendo un sogno di creazione, diedero forma al territorio e crearono ogni specie vivente.
Una volta terminata la loro opera si trasformarono in elementi della creazione in cielo o in terra, ritirandosi in certi luoghi di particolare bellezza che ancora vibrano dei loro poteri. Grazie all’opera degli Antenati, nel Tempo del Sogno fu rappresentato il Sognare in terra. E così il Sognare ed il Tempo del Sogno sono un'unica cosa, ed è per questo motivo che spesso gli Aborigeni non fanno differenza fra Tempo del Sogno (Dreamtime) e Sognare (Dreaming). Infatti, essendo una riproduzione fedele del Sognare, il Tempo del Sogno è il Sognare.
Il Sognare è però anche qualcosa che va ben al di là di ciò che è presente sul nostro pianeta. E’ una dimensione senza tempo, nella quale coesistono diverse realtà. Ed è onnipresente, ovvero esiste parallelamente alla nostra realtà, tanto che vi si può anche accedere, avendo il potere per farlo.
Uno sciamano abile nell’accedere al Sognare può entrare tramite esso in ogni tempo ed in ogni dimensione, di ogni mondo possibile.
Oltre ad essere una dimensione senza tempo ed un ponte fra diverse realtà, il Sognare è anche una dimensione di grande saggezza. La gente saggia delle tribù sapeva come accedere al Sognare e trovava in esso le risposte a qualsiasi problema affliggesse l’individuo o la comunità. Il Sognare è una dimensione atemporale ed onnipervadente, fonte di ogni vita e saggezza. Dal Sognare provennero gli Antenati Creatori, i quali crearono tutto in terra. Crearono seguendo un sogno di creazione, cioè crearono conformemente al Sognare.
Per far ciò gli Antenati, quando dormivano, accedevano al Sognare, ed al risveglio si mettevano in marcia per riprodurre fedelmente tutto ciò che avevano visto. La creazione degli Antenati era così la rappresentazione del Sognare in terra, ed aveva perciò una perfetta armonia. Una volta terminata la creazione ritornarono alle loro dimore nella terra e nel cielo, ed i luoghi che hanno creato vibrano ancora del loro potere.
Ierofania
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ierofania (dal greco antico hiero, "sacro", e phainein, "mostrare") è un termine proprio della storia delle religioni e dell' antropologia del sacro che designa la "manifestazione del sacro". Ierofania è anche un concetto cardine della ricerca dello storico delle religioni rumeno Mircea Eliade (1907-1986).
Il termine non comporta alcuna ulteriore specificazione e si riferisce a qualsiasi manifestazione del sacro in qualunque oggetto, persona o luogo nel corso della Storia dell'umanità.
Esso denota una realtà del tutto diversa rispetto a quella comunemente intesa come del "nostro mondo", il profano, la quale si manifesta nella realtà fisica.
Un albero o una pietra o un essere umano come manifestazioni del sacro, ierofanie, non perdono le loro caratteristiche fisiche, ma non per queste caratteristiche fisiche essi vengono ritenuti sacri. Divengono "ierofanie" quando assurgono ad ulteriori significati ed attributi, quando, cioè, gli uomini scorgono in loro qualcosa d'"altro", di totalmente "altro", un "altro" che appartiene al mondo del sacro.
Qualsiasi oggetto, comportamento, funzione, essere può divenire sacro in una cultura umana separandosi inevitabilmente da ciò che lo circonda, il profano, pur mantenendone le caratteristiche fisiche.
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Per l'ultima lezione ti allego una poesia di De Chirico citata nel libro di Alberto Savinio, Hermaphrodito, Enaudi, Torino, 1974.
La poesia si riferisce al sognante periodo metafisico ferrarese quando nel nevrocomio appena fuori le mura De Chirico e Carrà dipingevano gli stessi quadri e de Pisis organizzava passeggiate neo-sentimentali...
per citare i più noti, in sella alle biciclette della metafisica!
IL SIGNOR GOVONI DORME
Nella città ove l’acclamano tra mille statue su piedestalli
sì bassi che sembra esse camminino coi cittadini frettolosi.
Sul palcoscenico tutto è mistero…
Lo specchio sul cavalletto. Il quadro non è ancor compiuto.
Il filosofo dorme. Si picchia sull’uscio.
Son gli amici; che il sole già scende, e l’ombre già lunghe si fanno più lunghe, e invitano all’amicizia peripatetica.
… Si picchia all’uscio. Invano! Invano!...
La fante oscena strilla alla finestra:
Tutta notte egli ha vegliato, guardando la piazza, e il castello rosso, e il fiume chiaro…
e adesso dorme, dorme, dorme, … e non bisogna, non bisogna svegliarlo!
Nereo Marulli
Tina ha raccolto attraverso facebook:































