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Il video è stato girato durante la realizzazione di uno degli elementi dell'installazione Doppio a nero, esposta al Ludwig Muzeum di Budapest nel 1999 in occasione della mostra "Fine Weather", curata da Giuliana Carbi. Il sangue di una capra viene raccolto e utilizzato per scrivere le pagine di un libro nero, vero centro di questo processo, tra le risate compiaciute dell'autore. Se un atto così volgare può assumere qualità estetica è per via dell'utilizzo consapevole dei simboli propri alle pratiche rituali, con la conseguente evocazione della funzione trascendente del sacro. Il parallelo tra la compresenza di elementi in evidente contraddizione (propri appunto alla sfera del sacro) e i principi sdoganti in quel periodo storico, secondo i quali i termini guerra e gesto umanitario potevano essere compresenti, è la strada con la quale si è tentato di approcciare il problema di un evento che avrebbe condizionato per molto tempo i limiti del linguaggio (e quindi della cultura) nel nostro paese.
Il video è stato realizzato tra Aviano e la campagna Friulana nel periodo che ha visto l'Italia bombardare l'ex Jugoslavia con i partners della NATO nell'operazione "forze alleate". L'obbiettivo era quello di imporre alla Serbia il rispetto del trattato di Rambouillet, con costi che si sono rivelati altissimi in termini di vite umane e di risorse economiche e ambientali. Ogni tentativo di comprendere il mondo attraverso l'unico orizzonte della coscienza si risolve in un fallimento determinato dall'estrema complessità dei piani logici compresenti. Ogni bomba che cade è una penna che si intinge per scrivere l'ignoto, non è una parola già scritta o, tantomeno, conosciuta. La distanza tra il pensiero ed il gesto sta nella funzione: su ogni gesto si edifica pensiero, raramente sul pensiero si edifica il gesto. Per quanto sia paradossale è proprio questa "differenza" che ci permette di comprendere, di dare un senso al gesto, passando ordinatamente dal pentimento alla comprensione, e viceversa.
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